In Gallura la cucina nasce dalla semplicità, dalla ruralità e dalla capacità delle comunità di utilizzare ciò che il territorio offriva: il latte, il vino, le erbe aromatiche, il miele, i cereali, la carne e i prodotti della pastorizia. Una tradizione costruita lentamente nei secoli all’interno degli stazzi, nelle campagne e nei piccoli centri dell’entroterra.
Anche i paesaggi di Monte Pino e Telti partecipano a questo racconto.






Tra i simboli più identitari del territorio vi è certamente il Vermentino di Gallura, unico vino sardo a denominazione DOCG. Le vigne che circondano l’entroterra gallurese crescono in un ambiente modellato dalla luce intensa, dal vento e dalla presenza del granito, elementi che contribuiscono a definire il carattere minerale e aromatico di questo vino profondamente legato alla Sardegna nord-orientale.
Accanto al vino emerge un altro simbolo della cultura gallurese: il mirto.
Presente spontaneamente nelle campagne, nei boschi e nelle aree di macchia mediterranea attorno a Monte Pino, il mirto rappresenta molto più di una semplice pianta aromatica. Le sue bacche e le sue foglie accompagnano da secoli la cucina, gli infusi e le tradizioni popolari della Sardegna. Il suo profumo intenso è parte integrante dell’identità sensoriale della Gallura.
La tradizione gastronomica locale comprende inoltre formaggi, pane, dolci tradizionali, miele, carni e numerose preparazioni legate alla cultura agro-pastorale del territorio.
Molte ricette nascono direttamente dalla civiltà degli stazzi e raccontano una cucina costruita sulla stagionalità, sull’autosufficienza e sul rapporto diretto con la terra. Una cucina essenziale ma ricca di identità, in cui ogni prodotto conserva un forte legame con il paesaggio e con la memoria delle comunità rurali.
